Liturgia del giorno

 QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA ANNO A

GV.11,1-45

La cosiddetta risurrezione di Lazzaro, meglio sarebbe dire il suo ritorno in vita, e’ l’ultimo dei “segni” riportati nel vangelo di Giovanni prima della realta’,cioe’ la risurrezione di Gesu’ Cristo, l’unico risorto, sul quale la morte non ha ormai piu’ alcun potere. Questo segno e’ operato da Gesu’ sempre e solo attraverso la fede; la nostra fede, esplicitamente richiesta da Lui a Marta e a noi. Lazzaro, morto e sepolto da quattro giorni ,e ormai in stato di decomposizione, rappresenta molto significativamente la condizione dell’uomo che si trova morto spiritualmente a causa del suo peccato e corrotto e sfigurato nella sua dignita’ di figlio di Dio. Solo il grido di Cristo, il Signore puo’ strappare l’uomo da questa condizione disperata e irreversibile per le forze umane. Alla Chiesa, il compito assegnatole dal Maestro, di togliere la pietra dell’incredulita’ dal cuore dell’uomo,con l’annunzio del Kerigma ,perche’ la Grazia di Cristo possa farlo uscire dalla sua corruzione e morte, e poi slegarlo dai vizi e attitudini sbagliate con la pazienza della catechesi sui misteri.