Liturgia del giorno

 Giovedi’ della seconda settimana di Quaresima anno A : Ger.17,5-10 ;  Sal.1 ;  Lc.16,19-31

( introduzione al vangelo )

La parabola del povero Lazzaro e del ricco egoista ,raccontata da Gesu’ ai farisei ,che erano si religiosi ma anche molto attaccati al denaro, mette in scena due modi diametralmente opposti di pensare e di vivere: quello di chi pensa solo a se stesso e al suo piacere e non vede neppure le necessita’ degli altri; e quello di chi invece si affida totalmente a Dio e alla sua volonta’, accettando tutto dalle sue mani con fede e senza giudicare nessuno. Apparentemente il ricco sembra abbia  ragione di comportarsi cosi’,  ( e questo lui pensa dentro di se’ ) ,ma in realta’ non tiene conto di un evento certo, come e’ la morte, e soprattutto dell’esistenza  di Dio e del suo giudizio  infallibile sulla nostra vita. Questo e’ cio’ che rovescia completamente la situazione, dopo la morte, rendendola irreversibile e permanente. L’unico rimedio, indicato da Gesu’, per non cadere nel fuoco infernale, e’ quello della conversione della vita che nasce dalla fede, che a sua volta deriva dall’aver ascoltato e messo in pratica la Parola di Dio.