Liturgia del giorno

Mercoledi’ della prima settimana del T.O. anno A; memoria di S. Giovanni di Dio, fondatore degli Ospedalieri detti : Fatebenefratelli, Granada 1550.     Gen.3,1-10 ; Sal.50 ; Lc.11,29-32

( introduzione al Vangelo )

Gesu’ di fronte alle folle che si accalcavano, desiderose di vedere segni e prodigi, afferma che a questa generazione malvagia, perche’ incredula, non sara’ dato nessun segno, fuorche’ il segno di Giona. Si tratta del dono della Parola di Dio, data attraverso la predicazione fatta dal profeta.Questo segno, che chiama alla fede, non manchera’ mai da parte di Dio, perche’ come dice l’apostolo Paolo, e’ piaciuto a Dio di salvare gli uomini per mezzo della stoltezza della predicazione ,ovvero meglio del Kerigma. L’adesione alla Parola annunziata, genera la fede e la fede fa abitare Dio in noi, dandoci la vita eterna. Percio’ la responsabilita’ di fronte alla Parola annunziata e’ grande, perche’ il suo rifiuto equivale ad una autoesclusione dalla salvezza. Per questo e’ fondamentale ascoltare e accogliere oggi la Parola che puo’ salvare la nostra vita.