Liturgia del giorno

OTTAVA DOMENICA DEL T.O. ANNO A : Is.49,14-15 ; Sal.61 ; 1Cor.4,1-5 ; Mt.6,24-34

( il santo del giorno )

S. Alessandro vescovo, Alessandria d’Egitto,328. S. Faustiniano, vescovo di Bologna,IV sec. S. Andrea, vescovo di Firenze,IX sec. S. Porfirio, vescovo di Gaza,420.

( introduzione al vangelo )

“Non potete servire Dio e la ricchezza”; con questa affermazione netta e tagliente come una lama affilata, Gesu’ pone un’alternativa e opposizione irriducibile tra l’adorazione e il servizio a Dio e l’adorazione e il servizio al denaro. Contrariamente al pensiero e alla mentalita’ del suo tempo, ma anche del nostro, l’attaccamento al denaro rappresenta un serio ostacolo alla salvezza eterna e alla felicita’ dell’uomo sulla Terra. Esso infatti, diventa, per chi lo adora, l’idolo che siede nel tempio al posto di Dio,come dice il profeta, e che assorbe tutta l’esistenza dell’uomo, rendendolo cosi’ suo schiavo, impedendogli inoltre di vedere l’amore di Dio e di amare il suo prossimo. Questa perversione ,avviene nell’uomo a causa del demonio che gli suggerisce, attraverso i pensieri, una interpretazione falsa della sua storia personale, instillandogli cosi’, a poco a poco, il dubbio sull’amore di Dio e quindi di conseguenza sulla sua stessa esistenza; perche’ se Dio non e’ amore e non mi ama, allora lo rifiuto e lo nego. Ma il suo posto, nel cuore umano, non puo’ pero’ rimanere vuoto, perche’, l’abisso esistenziale che si verrebbe a creare, sarebbe insopportabile per l’uomo. Ecco allora la proposta,fatta dal demonio, dell’idolo, sostitutivo di Dio; e quale idolo puo’ prenderne il posto, meglio del denaro o ricchezza, che e’ come la sintesi di tutti gli altri idoli? Percio’ Gesu’ non fa sconti e non alliscia questo idolo, ma al contrario lo rovescia a terra con la sua parola di verita’, perche’ l’uomo possa tornare alla sua vera liberta’ e dignita’ di figlio del Padre, amato e provveduto giorno per giorno in tutte le sue necessita’.

( la parola del Papa )

“Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia”  E.G.,3